Corpi tecnologici: I device del futuro

Il rapporto tra corpo umano e tecnologia è sempre più stretto, grazie ad alcune start up pioniere in questo settore.

Già dagli inizi del 2000, alcune fra le menti intuitive del settore tech hanno iniziato a pensare come rendere reale ciò che per lo più eravamo abituati a vedere nei film di fantascienza. Come è possibile annullare quel confine che ci separa fisicamente dai nostri device? O meglio: è davvero possibile diventare un tutt’uno con gli strumenti tecnologici che usiamo ogni giorno?

Uno dei pionieri in questo settore è Kevin Warwick, ingegnere inglese col pallino della cibernetica, che nel lontano 1998 impiantò per la prima volta una capsula RFID nel suo stesso corpo. Il suo esperimento si chiamava Cyborg 1.0, e aprì la strada allo sviluppo della cibernetica applicata.

Quasi una decina di anni dopo, la Food and Drug Administration approva per la prima volta una capsula RFID prodotta da PositiveID: il VeriChip, utilizzato per l’identificazione di pazienti ospedalieri e delle relative cartelle cliniche, il sistema VeriChip venne applicato in 900 ospedali statunitensi, vendendo più di 2000 capsule RFID. Nonostante ciò l’innovatività e l’utilità di questa idea non raggiunse il successo sperato, ma trovò altre nicchie di mercato interessanti, come l’impianto sugli ospiti VIP del Baja Beach Club di Barcellona o su i collaboratori del procuratore generale messicano.

La cibernetica applicata, oggi ha lasciato spazio ai wearable device che non smettono di stuzzicare la curiosità e l’inventiva di grandi aziende e giovani start up. Basta pensare al famoso Apple Watch per capire subito di che cosa stiamo parlando.

Un aspetto fondamentale dei wearable devices è la potenzialità d’uso. Una zona del corpo tanto ovvia quanto comune è la mano. Da San Francisco arriva Motiv, un anello che utilizza il riconoscimento dei gesti per interagire col mondo circostante. Un wearable device molto diffuso è il braccialetto smart, come ad esempio Nymi, che usa il vostro battito cardiaco per autenticare la vostra identità e vi consente di controllare un’ampia gamma di dispositivi collegati. E per monitorare e tracciare l’attività fisica? Uno dei device più interessanti è la scarpa smart Lechal, che vibrando indica a chi la indossa la strada di casa.

I wearable device si prestano sempre più ad assumere il ruoli di assistenti e trainer nell’ambito del fitness: MOOV, il sensore multi-tasking che monitora la vostra attività fisica, l’elegante SHINE, col suo design che ricorda un gioiello, e Sensoria, una famiglia di prodotti che aiutano a migliorare le proprie prestazioni attraverso feedback personalizzati.

Alcuni dispositivi invece si prestano all’esplorazione di zone più misteriose del nostro corpo, come il cervello, Emotiv Epoc e MUSE, sono capaci di monitorare l’attività cerebrale in tempo reale e chissà, potrebbero dare una svolta tecnologica alle vostre sedute di meditazione!

Uno dei wearable device più diffuso è sicuramente Oculus il visore a 360 fornito da Facebook, che permette agli utenti di vivere esperienze immersive, sopratutto nell’ambito gaming.

I wearable device hanno una cosa in comune: la possibilità di accentuare le potenzialità sensoriali giorno dopo giorno senza modificare gesti e abitudini, che il futuro abbia inizio!

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