Poesia e moda: le parole trovano il loro spazio in un’epoca di riflessione.

Le campagne per le nuove collezioni in uscita di Louis Vuitton, SportMax, Valentino e Prada.

Qualcosa è cambiato nel sistema moda. Mentre il mondo è stato costretto a rallentare il ritmo e la pandemia ci ha portato a vivere in modo solitario, personale e intimo, l’annoso tema della sostenibilità ambientale legata alla produzione di capi d’abbigliamento è tornato alla ribalta sensibilizzando nuovamente le persone. Il luccichio dei grandi brand fashion quasi ci infastidisce. Li guardiamo e pensiamo: “ma a cosa serve?”.

Abbiamo riposizionato le priorità: non mostrarsi, ma mostrarci per quello che siamo, non mettersi al centro dell’attenzione ma avere cura di ciò che possediamo e di quello che sta intorno a noi.

Così come le priorità anche le frasi e i gesti cambiano.

Quale mezzo se non la forma poetica nella sua espressione più semplice meglio si adatta a un’epoca in cui tutto deve essere ridotto al minimo, cristallizzato? Pura e semplice, parola e punteggiatura giustapposte in armonie che rendono il messaggio potente, lucido, diretto e a tratti feroce. In un mondo dove rischiamo di chiuderci in noi stessi è la poesia che ci permetterà di aprirci nuovamente al mondo, alla gioia e allo stupore.

In our own time of environmental crises, poetry has a unique capacity to restore our attention to our environment in its imperilled state.

Da quanto tempo non sentivamo parlare di poesia a livello globale? La poesia è una forma virale? Non l’avremo mai detto, ma dal 20 gennaio 2021 quando Amanda Gorman ha letto la sua “The Hill We Climb” durante la cerimonia di insediamento di Joe Biden, ci siamo fermati, abbiamo ascoltato e qualcosa sepolto da tempo è scaturito dal petto, dalla testa, tra le nostre labbra. Un fremito. Non si è trattato di un elaborato sistema di intrattenimento creato ad arte per scatenare l’immancabile “effetto wow”. Solo qualche frase, intonata e pronunciata con forza, con ritmo, con potenza. Quando si ascolta e si presta attenzione alle parole il nostro corpo è fermo, si tratta di un’esperienza mentale che viviamo dentro noi stessi. Quando una poesia risuona in noi è perché ci riconosciamo in essa. È nell’intimità di questa esperienza che risiede la sua forza.

Amanda Gorman during Joe Biden’s presidential inauguration

Dopo quella giornata del 20 gennaio per alcune di quelle persone che hanno la capacità di orientare i gusti e le tendenze si è aperta una nuova possibilità : aprire le porte alla poesia e sfondare il muro del distanziamento sociale con qualcosa che non vedevamo usare da anni.

Louis Vuitton

Louis Vuitton ha sviluppato una performance visionaria, dal titolo Peculiar Contrast, Perfect Light, per il fashion show Men F/W 2021 ricca di dettagli e citazioni colte: la scenografia è un omaggio all’architetto tedesco Mies van der Rohe e al suo Barcelona Pavilion; alcuni inserti negli accessori LV fanno chiaro riferimento all’artista Lawrence Weiner; il quotidiano portato sotto braccio da Kai Isaiah Jamal riporta il titolo “Upcycling Ideology, il nome del programma di produzione ecosostenibile del marchio. Durante la performance si sviluppano molteplici temi e strati di lettura. La direzione artistica di Virgil Abloh rende possibile, nella sua visione combinatoria e totale dell’arte, il protagonismo del testo creato e interpretato da Saul Williams per trovare il suo culmine nella perfomance di Yasiin Bey aka Mos Def.

Louis Vuitton Peculiar Contrast, Perfect Light campaign

“The Louis Vuitton Fall-Winter 2021 Men’s Collection investigates the unconscious biases instilled in our collective psyche by the archaic norms of society. Predetermined perceptions, they imbue our outlooks with manmade myths connected to the genetics of people, ideas and art. Men’s Artistic Director Virgil Abloh employs fashion as a tool to change those preconceptions: keep the codes, but change the values.” — Virgil Abloh

SportMax

SportMax con la sua campagna Sensual Purity ci trascina in un immaginario segnato dai dualismi. La poesia I sing the body electric di Walt Whitman viene tagliata e riorganizzata. Recitata da donne sottili, dai tratti quasi infantili con poco trucco sul viso e un modo quasi impacciato di porsi a favore di camera. Il mood sembra quello di una performance anni ’70, in cui il corpo viene esaltato ed esplorato attraverso la sua stessa descrizione. Un coro di voci delicate e inesperte che esplora gli elementi della nostra esteriorità.

SportMax Sensual Purity campaign

“This is the female form,

A divine nimbus exhales from it from head to foot,

It attracts with fierce undeniable attraction,

I am drawn by its breath as if I were no more than a helpless vapor, all falls aside but myself and it,

Books, art, religion, time, the visible and solid earth, and what was expected of heaven or fear’d of hell, are now consumed,

[…]

The female contains all qualities and tempers them,

She is in her place and moves with perfect balance,

She is all things duly veil’d, she is both passive and active,

She is to conceive daughters as well as sons, and sons as well as daughters.

As I see my soul reflected in Nature,

As I see through a mist, One with inexpressible completeness, sanity, beauty,

See the bent head and arms folded over the breast, the Female I see.

[…]

Have you ever loved the body of a woman?

Have you ever loved the body of a man?

Do you not see that these are exactly the same to all in all nations and times all over the earth?

[…]

Head, neck, hair, ears, drop and tympan of the ears,

Eyes, eye-fringes, iris of the eye, eyebrows, and the waking or sleeping of the lids,

Mouth, tongue, lips, teeth, roof of the mouth, jaws, and the jaw-hinges,

Nose, nostrils of the nose, and the partition,

Cheeks, temples, forehead, chin, throat, back of the neck, neck-slue,

Strong shoulders, manly beard, scapula, hind-shoulders, and the ample side-round of the chest,

Upper-arm, armpit, elbow-socket, lower-arm, arm-sinews, arm-bones,

Wrist and wrist-joints, hand, palm, knuckles, thumb, forefinger, finger-joints, finger-nails,

Broad breast-front, curling hair of the breast, breast-bone, breast-side,

Ribs, belly, backbone, joints of the backbone,

Hips, hip-sockets, hip-strength, inward and outward round, man-balls, man-root,

[…]

O I say now these are the soul!

I Sing the Body Electric, Walt Whitman

Valentino

Valentino sotto la guida del Direttore creativo Pierpaolo Piccioli ha lanciato una campagna costituita da solo testo per la collezione SS 2021. Gli invitati a creare i componimenti sono Donna Tartt (premio Pulitzer per la narrativa), Elif Shafak (scrittrice turca, la più venduta nel suo paese d’origine che affronta nelle sue opere temi come la xenofobia e il femminismo), Janet Mock (Scrittrice e attivista transgender, è la regista, sceneggiatrice e produttrice della serie Pose), Lisa Taddeo (autrice di Tre Donne), Matthew Lopez (Vincitore con la sua pièce teatrale The Inheritance, adattamento ispirato da Casa Howard in cui si racconta la storia di tre generazioni di uomini gay nella New York degli anni 2010. L’opera ha vinto l’Evening Standard Award alla migliore opera teatrale ed il Laurence Olivier Award alla migliore nuova opera teatrale.), Ocean Vuong (Poeta vietnamita, autore di Cielo notturno con fori d’uscita, il suo primo libro di poesia che racconta l’infanzia negli Stati Uniti, New York, l’omosessualità, la madre, la nonna e un padre assente.) e Yrsa Daley-Ward (Attivista e femminista, co-autrice di Black is King, il nuovo visual album di Beyoncé uscito nel 2020).

Ogni autore ha avuto la possibilità di creare un testo senza limitazioni di genere narrativo per raccontare gli intenti della nuova collezione. La selezione degli autori ci fa capire chiaramente gli intenti sottesi a questa campagna. Anche la maison Valentino si apre alla produzione culturale attenta alle tematiche più sensibili della nostra epoca, rinnovando il ruolo stesso del marchio a livello sociale.

Lisa Taddeo per Valentino

“Sono un lettore di poesie e questo mi aiuta a visualizzare le parole e a trasmettere le mie emozioni e la mia visione. Penso che la poesia protegga la nostra umanità e consenta esplorazioni interiori, ti dà la lente attraverso la quale si può davvero toccare la natura dei nostri sentimenti più intimi.” — Pierpaolo Piccioli

Prada

Prada per la collezione SS 2021 lancia la campagna Dialogues dove siamo noi ad assumere un ruolo attivo, ad intraprendere un dialogo interno a noi stessi. Accanto a ogni immagine, viene posta una domanda allo spettatore, una sovversione della comunicazione pubblicitaria tradizionale della moda. Non è il marchio a fornire una risposta, siamo noi ad essere chiamati a una riflessione.

Da sinistra: Benjamin Patterson, Questionnaire; George Brecht, Instructions da Water Yam; Yoko Ono, Earth Piece da Grapefruit.

Tutto questo ricorda Grapefruit di Yoko Ono, George Brecht, Benjamin Patterson e l’energia del movimento Fluxus dove la parola è attivatrice di azione. Un agire personale e intimo che ci permette di riflettere su noi stessi, sulle nostre reazioni ed emozioni, sul nostro ruolo e valore all’interno di una società complessa e interconnessa. Il riferimento alle nostre vite da quando la pandemia ci ha portato a vivere in situazioni di lockdown è evidente. Per tutti noi sono stati giorni di distensione, ripetitività e introspezione che ci hanno portato in un modo o nell’altro ad assumere nuovi atteggiamenti verso il mondo che ci ospita e nei confronti delle relazioni che ci definiscono.

Prada, Dialogues campaign

Per te il futuro è un’idea romantica?

Che ruolo ha la funzione?

Pensi sotto forma di linguaggio o di immagini?

La creatività è un dono o un talento?

Hai abbastanza fiducia in te stesso da accettare le tue contraddizioni?

Parli più liberamente online?

Si può ancora parlare di novità?

Dovremmo accelerare o rallentare?

Qual è la differenza tra unicità e novità?

“Cloud” ti fa pensare ai dati informatici o al cielo?

Guardi fuori dalla finestra o prima controlli l’app del meteo?

Quali esperienze alterano la tua percezione del tempo?

La ripetizione è una liberazione?

Le tue emozioni possono essere plasmate?

La natura è là fuori o qui dentro?

La cultura sta accelerando o rallentando?

Ti senti mai una macchina?

Il consenso è noioso?

Esistono limiti all’identità?

Quale utopia persegui?

Quando è stata l’ultima volta in cui qualcuno ti ha fatto cambiare idea?

Il fashion system è stato tra i più colpiti dalla pandemia, non solo in termini economici. Anche la sua reputazione è stata travolta dal ciclone. Temi come la sostenibilità ambientale e l’inquinamento, legati alla maggiore diffusione del virus, hanno portato a riflettere in modo nuovo su come la produzione mondiale di capi d’abbigliamento possa influire in modo inaspettato sulla nostra salute. Questa industria ancora una volta si trova a dover riconquistare la fiducia del suo pubblico e a trovare di nuovo il suo posto dalla parte dei buoni. Lo fa ponendosi come attore di produzione culturale e con degli interessantissimi risultati. Sarà anche in grado di rivoluzionare i suoi processi produttivi e avere cura del pianeta?

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